Un tuffo nella storia, un viaggio a ritroso nel tempo al pari degli antichi viandanti che risalivano l’antica strada verso lo Stelvio che costeggia la struttura.
Due ampie vasche contigue realizzate in una grotta già in uso in epoca pre-romana, dove scaturisce una delle nove sorgenti d'acqua termale particolarmente ricca di sulfobatteri naturali (fanghi).
- Vasca Plinio il Vecchio: lo scrittore naturalista latino nella sua Naturalis Historia del I sec. d.C. citò per primo la struttura dei Bagni di Bormio.
- Vasca Cassiodoro: il senatore romano che nel IV sec. d.C. loda le proprietà delle acque di Bormio in una lettera all’Imperatore Teodato.
- Vasca dell’Arciduchessa: grande vasca in legno all’aperto nel solarium antistante la grotta dei Bagni Romani.
La vasca risale al 1800 quando era d’uso riservato all’Arciduchessa d’Austria che era solita soggiornare ai Bagni di Bormio, usufruendo di una struttura riservata come si conveniva ad una donna di così alto lignaggio.
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